Da Pharmastar, il giornale on-line sui farmaci del 22 febbraio 2015

 

 

Nei pazienti affetti da alcaptonuria, una grave malattia genetica caratterizzata dall’insorgenza di una spondiloartropatia precoce, nitisinone diminuisce i livelli di acido omogentisico (HGA) in modo efficace e sicuro. A suggerirlo sono i risultati dello studio SONIA 1, pubblicato di recente su Annals of the Rheumatic Diseases.


 

In particolare, i pazienti trattati con vari dosaggi di nitisinone (da 1 a 8 mg/die) hanno mostrato una riduzione dose-dipendente dei livelli urinari di acido omogentisico (u-HGA) e dei livelli sierici di acido omogentisico (s-HGA), senza problemi di sicurezza.
"Questo è il primo studio in cui si è utilizzato nitisinone in questo range di dosaggio, più elevato rispetto agli studi precedenti. Non sorprendentemente, la dose massima utilizzata è quella con cui si è ottenuta la diminuzione maggiore dell’HGA in quasi tutti i pazienti" ha detto l’autore principale dello studio, Lakshminarayan R. Ranganath, dell'Università di Liverpool, in un’intervista..
Alla domanda se questo trattamento dovrebbe diventare lo standard di cura, Ranganath ha risposto: “Attualmente non ci sono altri trattamenti disponibili per l’alcaptonuria, quindi direi di sì”.

 

 

 

Lo studio SONIA 1 è un trial multicentrico internazionale, randomizzato e in aperto, a gruppi paralleli, ma senza gruppo di controllo, che ha coinvolto 40 pazienti adulti, suddivisi in cinque gruppi trattati con 1, 2, 4 o 8 mg di nitisinone o con nessun trattamento.
Dopo 4 settimane, le medie geometriche aggiustate di u-HGA nelle 24 ore sono risultate pari a 31,53 mmol nel gruppo non sottoposto ad alcun trattamento 3,26 mmol con 1 mg, 1,44 mmol con 2 mg, 0,57 mmol con 4 mg e 0,15 mmol con 8 mg.
La dose più alta è risultata anche quella più efficace, con una riduzione media del 98,8% rispetto al basale.
I livelli di tirosina sono aumentati con tutte le dosi, ma in questo caso la relazione dose-risposta è apparsa meno chiara rispetto a quella osservata per l’HGA.
Durante lo studio non sono stati segnalati problemi di sicurezza o eventi avversi gravi.

 


"Ho utilizzato nitisinone a basso dosaggio off label per il trattamento dell’alcaptonuria negli ultimi 3 anni. Anche se aumenta la tirosina, finora il farmaco è apparso sicuro e non si sono osservati effetti indesiderati significativi nella stragrande maggioranza dei pazienti" ha detto Ranganath.
"L'importanza dell'aumento della tirosina non è chiara e tale aumento andrebbe quindi monitorato quando si usa nitisinone" ha aggiunto l’autore.
"Siamo molti soddisfatti dei risultati dello studio SONIA 1. Questo trial è probabilmente più importante dello studio SONIA 2, un studio di outcome della durata di 4 anni che stiamo completando, dal momento che si chiederà alla European Medicines Agency di approvare nitisinone per il trattamento dell’alcaptonuria per lo più sulla base della sua efficacia metabolica; ci sarà bisogno solo di mostrare alcune tendenze cliniche, oltre alla già dimostrata riduzione dell’HGA" ha detto ancora Ranganath.

 

Tuttavia, Wendy Introne, dei National Institutes of Health di Bethesda, non coinvolta nello studio SONIA1, ha , sottolineato che prima di sottoporre i pazienti a una terapia per tutta la vita, occorre dimostrare il beneficio clinico, oltre che identificare l’età appropriata per l'iniziare la terapia al fine di massimizzare l'efficacia, riducendo al minimo gli effetti collaterali.
Inoltre, ha aggiunto l’esperta, "nitisinone dovrebbe prevenire il danno articolare provocato dall’alcaptonuria, ma probabilmente non è in grado di riparare i danni esistenti”.

 

 

Secondo Adam Taylor della Lancaster University, che pure non era tra gli autori dello studio, "questo trattamento dovrebbe diventare lo standard di cura dato che riduce o elimina l’HGA dal corpo e quindi dovrebbe impedire l’ocronosi e i sintomi che ne derivano". L’ocronosi è una pigmentazione grigio-nerastra localizzata a livello dei tessuti connettivi, specialmente alle pareti delle arterie, alle cartilagini, ai tendini, alla sclera e alla cute, e legata al fatto che l'acido omogentisico, non catabolizzato, si deposita nei tessuti e si ossida.
Taylor ha sottolineato che la domanda principale ancora senza risposta è se nitisinone sia in grado di fare ciò che ci si aspetta e inibire l’ocronosi per tutta la vita degli individui affetti da alcaptonuria. Finora i dati suggerirebbero di sì, ha detto lo specialista.



L.R Ranganath, et al, Suitability Of Nitisinone In Alkaptonuria 1 (SONIA 1): an international, multicentre, randomised, open-label, no-treatment controlled, parallel-group, dose-response study to investigate the effect of once daily nitisinone on 24-h urinary homogentisic acid excretion in patients with alkaptonuria after 4 weeks of treatment.
Ann Rheum Dis. 2014; doi:10.1136/annrheumdis-2014-206033.